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Premio per la migliore recensione

In questa XI edizione è stato riproposto, dopo una pausa di due anni dovuta alla pandemia, il premio alla migliore recensione da parte del pubblico su uno dei cortometraggi – in concorso e fuori concorso – che è stato maggiormente apprezzato. La direzione artistica di Visioni Corte Film Festival ha deciso di premiare la recensione di Alessio Cecchin sul corto “The Address“, regia di Aram Dildar (Turchia, 2022), tra l’altro proiettato in anteprima mondiale.

Di seguito la recensione:

Si può parlare con leggerezza di un tema drammatico come lo sradicamento di una cultura? The Address ci riesce con successo. Il protagonista di questo corto vive in un villaggio Curdo, in Turchia, lavora come insegnante e riceve la lettera d’incarico per una cattedra in un paese che non conosce. Nessuna traccia sulle mappe, nessun indizio nell’archivio comunale. Non resta altro da fare che un lungo e inconcludente viaggio in macchina. Finché non scopriremo che la sua destinazione è…
Le semplici ma efficaci soluzioni visive usate in questo cortometraggio possono fare scuola. Vediamo l’auto del protagonista moltiplicarsi intorno a uno svincolo nel deserto e incrociare più volte sé stessa, in una manciata di secondi capiamo che il protagonista ha percorso avanti e indietro la zona senza successo. O anche: un camion della manutenzione stradale impalla l’inquadratura. Appena riparte scopriremo qualcosa. In entrambi i casi vediamo applicata alla lettera la regola base dello storytelling: show, don’t tell. In un prodotto realizzato ben lontano dal mainstream è la dimostrazione di come il giovane regista Aram Dildar padroneggi il mestiere.
Terminiamo la visione con un sorriso, quando scopriamo, con un paio di brevi didascalie, come la Turchia abbia cancellato dalle mappe migliaia di nomi curdi sostituendoli con altri in lingua turca. Personalmente trovo che trasmettere un messaggio sociale non possa che arricchire l’esperienza dello spettatore. Va fatto, tuttavia, senza cadere nella trappola del monologo o del pedante. Non temete, qui non succede.